L’andatura lenta va

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Oggi qua

domani là

l’andatura lenta va

un girovagare di parole
si perdon nell’andare

la chiarezza del cammino
intricata dal destino

si perde nel pensiero
del cammello piccolino
rimorchiato dal sonaglio
custode del serraglio
oggi qua domani là

la conquista incessante
è lontana all’orizzonte

l’apparenza è costruire

la ricerca un punto fermo

oggi qua domani là

l’andatura lenta va

nella vela della sera

arranca a malapena

l’ombra passeggera 

della donna di frontiera

lento è l’andare

adagio il vacillare

il bimbo si lascia dindolare

lo sguardo del beduino

rolla sopra il cammello

fissa  il punto d’arrivo   

nell’orma di primo mattino 

smarrisce il suo destino

 oggi qua

domani chissà 

l’andatura lenta va

 

 Girando per Djerba con  Monj Eugy Edoar Lidia

e.r.

 

 

BRANCO

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 Gonfia di vento
l’onda lattea
frange inquieta
il grigio scoglio
il branco rifugiato
fruscia goffo
attende abdicato
che l’ira esala
Nell’ora sua
il furore tartaro
scivola franto
al vento di primavera
nugola il branco
Geme la sera
il cavallone si solleva
violento
strugge l’amplesso
Ghigna
l’abisso atalantino
famelico ribolle
sul grigio scoglio
gronda spasmi

il goffo branco
A luna piena
la furia lattea

dimena
la schiera pinguina
esausta
si abbandona

e.r

OCEANO

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Impetuose

come

ardor d’amante
l’acque

oceaniche

lambiscono il ventre

ruzzolano

gocce maliziose

su prodighe

mammelle

aprono a ventaglio

morbidezze setose

giocano

rivolano

cunano

sfiorano feline

l’arsura della pelle

inondano

labbra infuocate
fremono

scivolano

smarriscono

tra  lunghi capelli

scomposti al vento

Nell’estasi

d’una carezza
mi

rapiscono per sempre.

 

e.r

PORTARA

 

 

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trotta

il destriero alato

al riso frizzantino

del vento malteniò

nei cieli confusi

vagabondo riflesso

corre predone

al poggiolo arabesco

branchia selene

la boungavilla cremisi

inconsapevole migrata

sfavilla a cascata

tenebra ascende

avida dea

cavalca illusioni

tragitto corsiero

buio consuma

implacabile falcia

fuggevole amante

auriga sibilla

varca mistero

libra

dannato pensiero

efebo sole

inerte langue

la notte

incestuosa

sull’onda slingua

endimione

arcadico stallone

tra vergin braccia

passione consuma

da età imprecisa

strazio risuona

buio corrode 

al tempo perduto

la PORTARA

nero oblia

mito pollineo

vegliato da chora

 

 e.r

 

 

 

 

GRADINATA

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gli occhi

sgranati da stupore

luccicano

su vestal  gradinata

a fatale eroe

scheletro appartato

d’ epici miti taurini

spirra

la ruggine spada

inerte a fruscii

importuni a tempo

eroico di ardimenti

sgrana  torpore

in silente apoteosi

si lascia  forare

a folla cosmopolita

scorre  minoica saga 

pugnata

tra ulivete colline

eroico mito

di labirinto creontide

strugge l’attesa

dell’ancella amata

deione

su vestale gradinata

invoca

granito destino

fra idioma avulso

radamanto sposo

goccia

pianto muto

e.r.

SPEZIE

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Sciolti i grovigli

inibenti

la passione scatenata

inforca

la strada colorata

a piedi nudi

danza

licenziosa

tinnisce

la zolla speziata

sopita

 nell’anse dell’ocre terra

fluisce 

afrodisiache note

e

d’ogni bramosia agghinda

il navigato renoso

orbitato

 da insolita folla

d’aromi esperta

saltella

lussuriosa

nei sacchi sparsi

questua

eccentrici sapori

snugola

fumi oppiacei

esalta

i morbidi olfatti

 ammassa

droghe

policrome concerta

stordita

in zaini  abbandona

 l’arsura ossessa

e.r.

 

 

 

 

VEDUTA

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Spoglia e disadorna

Ferraglia d’incastri bigi

Di giorno stridi

Rampichi e gridi

Al peso d’affolli

Di notte

Ingioiellata

Sferragli raffinata

Esibisci

La veduta

Oscilli sorprendi

L’acqua assonnata

Ti specchi e borbogli

Luminosa

Nel cuor di luna fatata

Dondoli superba

L’aquile divine

Soldate del giardino

Del condottier sovrano

Riunite in conciliabolo

Dal vento oppositore

Sanguinario  giustiziere 

Di  tronfie teste parruccaie

Frivole ferraglie

Passate un di

Oggi

Arcuate

A tuo diletto regale dea

Esibisci insolente

A vista di affolli 

 e.r

passando un dì ….a Parigi…ammirando dalla senna… la torre Eiffel di notte

13 novembre modified

con sentimento di fratellanza e grande dolore reiposto questa mia dedicata al simbolo più famoso del mondo per dire ai Parigini e a tutto il popolo francese che con l’ indomita fierezza e il coraggio ribelle di ieri  sconfiggeranno e ARCUERANNO  i bastardi massacratori di libertà  di oggi. 

e. r.

RISVEGLIO

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Dove sei….
non trovo occhi luminosi
immersi in questo mare
blu
Non sento braccia vigorose
sfiorar la vita
smarrire fra onde coralline
Chiudo gli occhi
ti vedo laggiù
perso

nel sole

nudo

Lontano olezza un odore
è gelsomino
Mi sveglio incantata
da una vista fatata