Insania mutata

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ingordo sguardo

scruta il sodo corpo

in attesa amplessa

pudore vorace

lumina chiaro

al cielo mostra

il nudo seno

insania passione

cupidigia incalza

incontrollato dolore

sulla pelle scivola

al sole 

la strada di vita

stesa

passione trasmuta

amore destina 

e.r.

aspirando, passeggiando, osservando,  sotto il sole….

 

AUTOCRATE

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TU,

CHE DOMANDI

CON TANTO ARDIRE

E CUPIDIGIA MOSTRI

NEL CARPIRE SEGRETI

NASCOSTI IN PIEGHE

DI CELATI TENDONI

CADENTI PALCHI

DI SIPARI VIVENTI

E TRAGICI ATTI

TU,

CHE DOMANDE PONI

E PRETENDI

CON TIRANNIDE

RISPOSTE E AMORE

DOMANDATI

E NON DOMANDARE

DAI

E NON BRAMARE

FORSE….

DOMANI

AUTOCRATE

O… CHISSA’

CIO’ CHE

ARROGHI

ESTORCERAI

e.r

dedicata a tutte le donne che nel mondo subiscono sopraffazioni

*

la foto l’ho presa dal weeb ed è una immagine pubblicitaria

 

ODORI DI MADRE

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Donna

 dai profumi celati

nel grembo rotondo

di lattei seni  fiorenti

enigmi ho visto correre

tra i lunghi  capelli biondi

passare destrieri imbizzarriti

focosi amori odiati

ruzzolar

tra pieghe di lenzuola

perle lucenti 

  smarrire

nel vallo degli occhi

 struggenti

 amanti duellare

 sfilare

quotidiani pudori 

arruffati da mille  giocolieri

 indugiar

nei  prati dei tuoi contorti

 pensieri

lembi di trine nere

 sepolte

passioni

 bramosie sensuali

lacrime amare

memorie lacere avanzare

 silenzi

 figlio

 acerbo ritrattato

in lunghe notti vegliate da ecate

ho rovistato

nei tuoi cassetti segreti

molli singhiozzi ho incrociato

spasmi

d’amore dato e negato

 nel letto sfatto raccattato

sentimenti

 vaganti

accoccolati nei seni lattei

fra torpore di capezzoli serrati

ermetici pezzetti di cielo

oh donna regale

scoperto

assaporato

odori di madre

singolare

*

e.r

 

TI ABBANDONO

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Non voglio più desiderarti, ne pensarti. L’attesa mi divora, fa agonizzare la mia anima, consumare il  corpo, urlare ogni fibra. Brucio di desiderio, rabbia, tristezza; passo da uno stato euforico ad uno depressivo; mi esalto e mi avvilisco; ti amo e ti odio; ti chiamo e ti respingo.  Basta, basta. Devo smetterla di lacerarmi, sprecare un mucchio di energie e di vita, potrei continuare se servisse a rendermi felice.  Così no e poi no! I nostri desideri non coincideranno mai. Per te un giorno o un altro è lo stesso, incontrarci prima o dopo è uguale,  un divertimento da tempo libero.  Sono  ancor meno d’un diversivo piacevole, meno di niente, non c’è mai tempo per me. Sono un neo che punteggia la tua esistenza senza  neppure un nome. Non posso avere desideri, aspettative, voglia di correre, saltare, scherzare, devo solo tacere, sedermi, aspettare, aspettare che sua maestà il re si ricordi di avere un neo che aspetta di renderlo bello, adularlo, farlo sentire prezioso, desiderato, coccolato. Il guaio è: non sarò mai un essere egocentrico e pratico come te. Sono estrosa, sognatrice, sensibile, ribelle alle convenzioni, al qualunquismo.  Quello che mi rovina nell’aspettarti è la fantasia che galoppa, anzi ciò che mi rovina è l’essermi innamorata non di un sogno vago ma di un egoista dosatore di tempo e spazio. Caldo, passionale e sensibile solo in dosi farmaceutiche. Invece io adoro  le abbuffate, l’imprevisto, l’ardore che  trasporta nei picchi delle montagne, le sensazioni che  tolgono il respiro e  fanno scendere nelle viscere del vulcano, approdare dove non esiste pregiudizio e ci si può abbandonare con leggerezza alle correnti calde dei marosi con libertà.

Ti abbandono mio caro, la solitudine è diventata scomoda, fuggo lontano.

Almeno ci provo.

 

ANFRATTO

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Respiri trainati

nell’insenatura straniera

bisbiglian   meraviglie

all’orecchio di venere

I ciottoli quattati

gioiscono lusingati

all’augusta conchiglia

discinta da lussuria

dall’onda azzurra

L’occhio di scogliera

assiste turbato

i viluppi ammarati

dall’amante coatto

nel grembo anfratto

Lontano il suono

d’un organino stonato

rincorre la farfalla

dall’ali gialle vermiglie

che svolazza sfrenata

divorando la vita

mentre aspetta turbata

la fine della breve durata

 e.r

 

 

UNA GIORNATA ROSE’

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Cobalto mi appare il mare
Verde sento il cuore
Giallo il pesce guizza
Arancio è profumo di pesca
Rosso lo sguardo d’amore
Bianca la storia da dire
Viola l’amica invidiosa
Ruggine il tempo passa
Incolore l’acqua corre
Il sole abbaglia  l’empireo
tremula  sul candido ciglio

attanaglia l’emozione
D’una giornata rosée

vissuta insieme a te

 

elda.r 1994