MURA

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Dividiamo lo stesso cielo

La terra su cui ormeggiamo

Vaghiamo col pensiero

Ci immaginiamo

Ma ..non ci vediamo

 

Percepiamo il respiro

L’energia esaltante

La passione ardente

Ma…non ci vediamo

 

Sentiamo il vento

I bisbigli dei fiori

I granelli di sabbia

L’arsura del deserto

Il bollore del cuore

Ma..non ci vediamo

 

Avvertiamo i passi

Il fruscio dei sogni

Lo sciacquio del mare

L’eco dei sospiri

I gemiti del pianto

Il cigolio dell’altalena

Ma…non ci vediamo

…..

Cinto da mura è lo sguardo

Solo l’anima trasvola

e. r.

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dedicato

a tutti quei migranti periti per la cecità umana,

a tutti gli esseri umani scartati per egoismo,

a tutti gli invisibili inascoltati del mondo

 

GIRANDO PER IBIZA

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Si

Dissi emozionata

Mentivo

A me a te

Perché?

Non so

Non avevo mai mentito

Quella sera lo feci

Nessun pentimento

Valse mentire

Anche tu eri bugiardo

Bugia per bugia

Salvò entrambi

Chissà…

Aver detto la verità

Meglio visitare la città

La scala è alta

La vista perfetta

La cima m’aspetta 

e.r

*

girando per ibiza

>< 

Con mio grande stupore appena tornata da ibiza mi è arrivato da Corinina questo

DARDOS

la  ringrazio tantissimo  per l’apprezzamento delle mie fuggevoli emozioni  

http:// corinina.myblog.it

 

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E’ un riconoscimento che viene assegnato dai blogger a blog meritevoli per contenuti di tipo culturale, etico, letterario ecc..

promotore  il blog di Angela

 http://paginecorsare.myblog.it  

 

 

 

 

 

 

 

ODORI DI MADRE

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Donna

 dai profumi celati

nel grembo rotondo

di lattei seni  fiorenti

enigmi ho visto correre

tra i lunghi  capelli biondi

passare destrieri imbizzarriti

focosi amori odiati

ruzzolar

tra pieghe di lenzuola

perle lucenti 

  smarrire

nel vallo degli occhi

 struggenti

 amanti duellare

 sfilare

quotidiani pudori 

arruffati da mille  giocolieri

 indugiar

nei  prati dei tuoi contorti

 pensieri

lembi di trine nere

 sepolte

passioni

 bramosie sensuali

lacrime amare

memorie lacere avanzare

 silenzi

 figlio

 acerbo ritrattato

in lunghe notti vegliate da ecate

ho rovistato

nei tuoi cassetti segreti

molli singhiozzi ho incrociato

spasmi

d’amore dato e negato

 nel letto sfatto raccattato

sentimenti

 vaganti

accoccolati nei seni lattei

fra torpore di capezzoli serrati

ermetici pezzetti di cielo

oh donna regale

scoperto

assaporato

odori di madre

singolare

*

e.r

 

TI ABBANDONO

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Non voglio più desiderarti, ne pensarti. L’attesa mi divora, fa agonizzare la mia anima, consumare il  corpo, urlare ogni fibra. Brucio di desiderio, rabbia, tristezza; passo da uno stato euforico ad uno depressivo; mi esalto e mi avvilisco; ti amo e ti odio; ti chiamo e ti respingo.  Basta, basta. Devo smetterla di lacerarmi, sprecare un mucchio di energie e di vita, potrei continuare se servisse a rendermi felice.  Così no e poi no! I nostri desideri non coincideranno mai. Per te un giorno o un altro è lo stesso, incontrarci prima o dopo è uguale,  un divertimento da tempo libero.  Sono  ancor meno d’un diversivo piacevole, meno di niente, non c’è mai tempo per me. Sono un neo che punteggia la tua esistenza senza  neppure un nome. Non posso avere desideri, aspettative, voglia di correre, saltare, scherzare, devo solo tacere, sedermi, aspettare, aspettare che sua maestà il re si ricordi di avere un neo che aspetta di renderlo bello, adularlo, farlo sentire prezioso, desiderato, coccolato. Il guaio è: non sarò mai un essere egocentrico e pratico come te. Sono estrosa, sognatrice, sensibile, ribelle alle convenzioni, al qualunquismo.  Quello che mi rovina nell’aspettarti è la fantasia che galoppa, anzi ciò che mi rovina è l’essermi innamorata non di un sogno vago ma di un egoista dosatore di tempo e spazio. Caldo, passionale e sensibile solo in dosi farmaceutiche. Invece io adoro  le abbuffate, l’imprevisto, l’ardore che  trasporta nei picchi delle montagne, le sensazioni che  tolgono il respiro e  fanno scendere nelle viscere del vulcano, approdare dove non esiste pregiudizio e ci si può abbandonare con leggerezza alle correnti calde dei marosi con libertà.

Ti abbandono mio caro, la solitudine è diventata scomoda, fuggo lontano.

Almeno ci provo.